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Torino, Appendino lancia l’app antispaccio: foto con lo smartphone e denunce anonime

DiPaul Polidori

Lug 22, 2016
Contro lo spaccio su strada, nei parchi, davanti alle scuole o sui bus, la sindaca Chiara Appendino non solo intende schierare gli agenti della polizia municipale, ma anche i cittadini in prima persona. Come? Lo ha scritto sul suo programma di governo: attraverso l’«utilizzo – si legge a pagina 54 del documento – di un applicativo informatico dove i cittadini possono documentare, anche in forma anonima l’attività illecita». Una nuova iniziativa che farà discutere dopo quelle, già al centro di polemiche, della promozione di Torino come “città Vegan” e della limitazione del wifi in scuole e luoghi pubblici per “tutelare la salute”
Una app contro il “micro-spaccio”, insomma, con la quale ciascuno potrà fotografare il pusher sotto casa e inviare la segnalazione direttamente alle forze dell’ordine. In questo modo il controllo del territorio sarà esteso e, anche sotto la protezione dell’anonimato, come viene specificato nel documento programmatico che la prossima settimana passerà al vaglio del Consiglio comunale, chiunque potrà trasformarsi in una sorta di “poliziotto” a caccia di reati nel quartiere in cui vive.
Questa è solo uno dei piani che la sindaca, che ha tenuto per sé la delega alla polizia municipale, ha in serbo per i torinesi per fronteggiare il problema sicurezza. Ce ne sono anche altre: per esempio, c’è scritto sempre nelle linee di indirizzo della nuova giunta comunale, «il coordinamento con il tavolo tecnico provinciale per la sicurezza per abilitare i cittadini, tramite l’utilizzo della firma elettronica e della posta elettronica certificata, ad effettuare denunce via web senza doversi recare di persona presso i preposti uffici della polizia municipale, della polizia e dei carabinieri».
Oltre alle denunce telematiche la giunta Appendino prevede anche la trasformazione dei taxi in una specie di flotta di telecamere viaggianti al servizio di un “grande fratello” anti-criminalità. Si tratterebbe di installare webcam su ogni vettura, si legge nel piano di governo dei Cinque Stelle per la città, «per monitorare eventuali aggressioni al conducente e per acquisire riprese esterne di eventuali episodi criminosi che si sono verificati in prossimità dell’automobile ».
Sul lungo periodo le azioni della sindaca in tema di sicurezza punteranno ad «aumentare gli organici del corpo di polizia municipale, compatibilmente – viene precisato dal programma – con le esigenze di bilancio e le normative in vigore», ad «abbassare

il livello di conflittualità relazionale dell’ambiente urbano» e a «favorire il ricorso alle pratiche e agli istituti di mediazione sociale investire i risparmi dell’amministrazione su politiche di sicurezza sociale». Tutto questo insieme alla promessa, cavalcata durante la campagna elettorale, di istituire un «fondo di tutela dedicato agli over 65 per risarcire le vittime di reati predatori, come scippi, rapine e truffe».

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