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IL DIVORATORE DI ANIME – Capitolo 125

DiPietro Sciandra

Apr 26, 2017

Capitolo 125

Roma, 31 gennaio 1888

Caro diario, ho deciso di intraprendere una relazione con la contessa Spagnoli. Spero che i rapporti funzionino e che vada tutto bene, anche se essendo molto impegnato con il mio lavoro e con la mia vasta dimora, e poi sempre ad avere contrasti coi miei servitori; riesca a trovare il giusto tempo da dedicarle. E già, caro diario, perché con una donna non conta la quantità di tempo, ma la qualità di tempo trascorso insieme. Se lei si dovesse accorgere di stare bene con me, penso che potrei anche guardare verso il futuro.

Passando ad altre cose, ho molto da fare a parte le mie donne ed i miei impieghi domestici. Mi piacerebbe molto conoscere il vescovo di Roma, ma per ora non conosco nessuno che possa presentarmelo. Difatti, caro diario, devi sapere che una persona importante come me, ricca e conosciuta da tutti; anche se senza titolo nobiliare; conoscere degli alti prelati mi potrebbe dare ancora più lustro e potrei fare anche affari con loro, come ad esempio qualche prestito. I preti hanno sempre avuto un potere enorme e poi sanno rendere magica una giornata, come per esempio avere un prete a pranzo è qualcosa di sublime. Il mio impero si potrebbe espandere sempre di più e non avere mai fine, diventerò così ricco che potrò fare qualsiasi cosa. Con il denaro si acquista sempre più potere. Io adoro la Chiesa ed ogni oggetto sacro, soprattutto d’oro, perché di più importante non esiste nulla che possa stare al confronto. Gli oggetti sacri sono come se avessero vita in per sé, come se avessero un’anima in grado di scacciare ogni spirito maligno. Non si tratta di amuleti, ma di oggetti pieni di vita e di sacralità. Io penso di fare molto per Dio; perché io sono sempre pronto a tutto per portargli la gloria. Faccio molto spesso consistenti offerte per aiutare i preti ed i poveri. Alcuni preti mi definiscono “l’angelo del Signore” e questo soprannome mi piace molto, perché sono così vicino a Dio, che è come se io fossi diventato il suo più fedele servitore. Penso che l’unico rapporto al mondo che non possa terminare sia l’uomo con Dio. Come si può abbandonare Dio, colui che tutto può e che vuole bene a tutti senza interesse personale? Come si potrebbe spezzare un’unione così sacra ed impareggiabile tra l’uomo e Dio? Non esiste nulla di superiore a tutto ciò, perché è come se io mi unissi a Dio e lo Spirito Santo e diventassimo un’unica entità. Mi sento così vicino a Dio che a volte quando vedo la croce, mi viene da piangere; perché mi dispiace di non averlo potuto salvare a quel tempo. Io avrei ucciso chiunque per Lui, e forse sarei capace di farlo tuttora. Non sopporto i nemici di Cristo; chiunque sia. Chi offende Dio; offende me e sarei capace di distruggerlo. Non ho pietà per chi odia Dio, lo punirò e lo costringerò ad amarlo con la forza, anche con la tortura se necessario. Il mio grande potere in questa dimora mi consente di fare tutto ciò che voglio senza che qualcuno possa impedirmi qualcosa. La mia crudeltà per difendere Dio dai suoi nemici è giustificata, e poi combatto per una santa causa, come una crociata. Già; perché io aiuto chiunque abbia bisogno, ma devo anche considerare i miei interessi ed aiutare chi ha ancora più bisogno e fare la volontà del Signore, l’unica identità in grado di comandarmi. Chi non porterà rispetto a Dio; lo punirò io stesso. Sarò un giustiziere mandato da Dio.”

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