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IL DIVORATORE DI ANIME – Capitolo 135

DiPietro Sciandra

Mag 11, 2017

Capitolo 135

Roma, 10 febbraio 1888

Caro diario; sono stanco di farmi tanti complessi nello scoprire l’origine del diavolo. Così, sono uscito questo pomeriggio e sono andato a trovare una signora che mi aveva invitato la scorsa settimana e per colpa dei miei impegni di lavoro non sono potuto andarci. Così sono andato a trovare la contessa Elsa Spagnoli. Ho trovato la contessa abbastanza sorridente. Il tempo è ancora poco che è rimasta vedova e spero che si riprenda molto presto, magari per merito mio. Ho rinunciato al mio credito con il marito defunto per amicizia; e così la contessa mi chiede di andare a trovarla spesso. Non so che intenzioni abbia lei, ma chissà; da un’amicizia potrebbe anche nascere l’amore. La contessa è bella, ma non so se sia il caso di tentare una relazione. L’importante è non essere troppo espliciti, me lo ha consigliato anche il mio cocchiere che è come un fratello per me. Ogni tanto penso alla contessa, soprattutto quando mi sento solo ed ho bisogno di conforto e di comprensione; soprattutto quando litigo coi miei servitori. Difatti penso:

Se ci fosse la contessa qui, lei mi comprenderebbe!”

Non so se sia amore; ma a volte la comprensione è più rara dell’amore. Il pensiero del non essere solo in certe situazioni, penso che dia il massimo del conforto. Così io e la contessa, a casa sua, ci siamo messi a parlare dopo i dovuti convenevoli.

Io ho detto:

Allora, contessa, come vi sentite?”

La contessa:

Abbastanza bene, anche se mi manca mio marito!”

Io:

Capisco perfettamente! Ci vorrà il dovuto tempo necessario a guarire il dolore! Io per soffrire di meno la morte dei miei genitori ho dovuto attendere dieci anni! Quando avevo 20 anni furono assassinati, e solo quando raggiunsi i 30 anni riuscii a soffrire di meno; perché quando più avevo bisogno di loro più mi rendevo conto di quanto mi mancassero! E poi, senza essere indelicato; l’amore di un marito si potrebbe sostituire con un’altra persona, invece l’amore dei genitori no! Io non posso trovare altri due genitori; invece Voi potete trovare un altro marito!”

La contessa:

Oh! Signor Belmonte! Comprendo bene il vostro incoraggiamento; perché non servirebbe a nulla piangere per sempre! Io in fondo sono una donna non molto vecchia, e poi sono una contessa; ho conoscenze importanti e potrei trovare un uomo che mi renda felice!”

Io:

Mia cara contessa! Perché cercare; quando avete davanti un galantuomo?”

La contessa:

Voi?! Signor Belmonte?! Non saprei; mi trovate impreparata a questo, poi così improvvisamente!”

Io:

Mi rifiutate, contessa mia?”

La contessa:

Non so se sono pronta! Forse è meglio attendere un po’ e si vedrà!”

Io:

Va bene! Ora è meglio che io vada; ci vedremo presto!”

Salutata la contessa con un baciamano mi sono diretto verso la carrozza. Ho riflettuto molto su tutto ciò, ma il cocchiere mi ha consigliato di sparire per un po’ e di fare aspettare la contessa. Forse dopo un po’ di tempo senza dare troppa importanza potrò tornare dalla contessa e dichiararmi a lei. Domani mi attenderà una dura giornata di pesante lavoro, buonanotte, caro diario.”

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