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IL DIVORATORE DI ANIME – Capitolo 161

DiPietro Sciandra

Lug 20, 2017

Capitolo 161

Diario del commissario Emiliano De Luca:

Roma, 11 aprile 2003

Oggi diario. Mi sento un po’ tormentato e perseguitato; perché il caso “D.10” non è ancora stato risolto. Un tizio mascherato di nero; così dicono, si annida per Roma terrorizzando chi si spaccia per il diavolo.

Il parlamento ha dovuto decretare una legge per vietare l’uso del costume da diavolo perché ritenuto contro l’ordine pubblico e chi lo indossa è gravemente soggetto a rischio di incolumità fisica; perché chi si maschera da diavolo muore.

La situazione a Roma va sempre più peggiorando ed i criminali sembrano avere strada libera, perché potrebbero approfittare dello sconquasso per proprio vantaggio.

La mia incredibile amicizia con don Francesco, incredibile perché mai avrei pensato di diventare amico di un prete considerando il mio vecchio odio per il clero; va a gonfie vele e mi è di grande aiuto, soprattutto spiritualmente.

Ora non ho più incubi, ma non significa che il mio destino sia cambiato. Non sempre facciamo le scelte che vogliamo e credo che sia stato proprio Dio a scegliermi. Ciò è come se io fossi stato prescelto per un ruolo a me ancora sconosciuto; ma se Dio mi vuole sulla sua via, io ci sarò. Non avrei mai creduto di cambiare così tanto a tal punto di divenire un vero fedele di Cristo e difensore delle anime. Anche se il vero difensore delle anime è don Francesco che mi ha addirittura rivelato di essere stato in passato un esorcista.

Forse da soli non siamo sufficienti. Ci vorrebbe qualcuno con il dovuto coraggio, con forze fresche e che magari sappia molto sull’argomento in questione, su questo tale “D.10” o “divoratore” come si vuole fare chiamare. Bisogna comprendere da dove viene, chi è e cosa vuole.

Da quando seguo questo strano caso leggo molto frequentemente la cronaca ed ho letto che questo Divoratore ha addirittura salvato una ragazza da uno stupro. Da solo contro cinque ragazzi è riuscito a risolvere la situazione, ed uno dei cinque è stato trovato il giorno dopo morto con il volto sfigurato ed irriconoscibile. La cosa curiosa che ho notato solo io, quando mi sono recato sul luogo dove stava per succedere il misfatto, scampato pericolo per la malcapitata, è che il ragazzo trovato morto aveva il portafogli con tutti i soldi, ben 120 euro. La cosa strana? Mancavano i documenti, ma se qualcuno li avesse bruciati? Difatti è stato impossibile riconoscere il cadavere. Uno strano tipo, riconosciuto dalla ragazza che stava per essere violentata, come un tipo di media altezza, su 1,70 m, vestito tutto di nero con la sola bocca scoperta. Da queste indicazioni ho capito che si tratta del Divoratore.

Le stesse informazioni mi furono date da Alvaro Raimondi prima della sua morte preannunciato l’avvertimento di smettere di spacciarsi per Lui. Quando scrivo Lui intendo il Divoratore e non Dio. Questo caso mi sta facendo letteralmente perdere il lume della Ragione. Io essendo di filosofia illuminista ed amante della rivoluzione francese scrivo ragione con la “R” maiuscola.

Mi sono dovuto però ricredere, ovvero prima credevo che i rivoluzionari avevano fatto benissimo a cancellare Dio da ogni memoria, ma ora dico che errore peggiore non potevano commetterlo.

La Francia per me è terra maledetta, perché sconsacrata e troppo laicizzata. Come si può rinunciare a Dio? Non si ha alcuna possibilità di salvezza.

Questo mostro che a volte è considerato amico, a volte nemico, in ogni caso terrorizza e molte persone hanno paura ad uscire la sera perché Lui è sicuramente in giro. Sino a che non saprò cosa vuole è comunque nell’occhio della legge e considerato criminale, perché ha comunque ucciso delle persone, che io sappia ha due vittime sulla coscienza, ma non credo che siano né le prime né le ultime.

Lui non si fermerà mai. Io devo continuare il mio lavoro, don Francesco mi aiuta dove non possono vedere i miei occhi ed il mio cuore. Nel frattempo che tento di venire a capo di questa terribile situazione di terrore, sto cercando un alleato che formi il sacro tridente, nome creato da don Francesco; perché dice che dobbiamo essere in tre per sconfiggere il male…”

 

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