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IL DIVORATORE DI ANIME – CAPITOLO 61

DiPietro Sciandra

Nov 16, 2016

grande-muraglia-cinese

Capitolo 61

Riccardo scrive una lettera alla ragazza cinese che aveva conosciuto.

Roma, 16 aprile 2004

Mia cara, non so come sia possibile, ma non mi era mai capitato di vedere una ragazza cinese così bella, forse perché non avendone conosciute molte ho trovato in te tutto il fascino della bella e lontana Cina. Non ho parole quando ti ammiro, perché tutto questo non mi era mai successo con una ragazza cinese. Per quanto tu possa parlare poco, le tue parole mi affascinano; perché ho notato che parli molto bene l’italiano, e non si sente nemmeno tanto il tuo accento straniero. Se la Cina mi piaceva tanto, ora mi piace di più; perché ho conosciuto te che mi fai pensare sempre alla Cina, la Grande Muraglia Cinese, il Tempio del Cielo, la Città Proibita, il kung fu, Lao Tze, le olimpiadi del 2008; il mito della Cina come paese misterioso e sinistro al tempo stesso. Forse io potrei scrivere molto sulla Cina; ma preferisco scrivere su di te. Hai i capelli lisci che sono uno spettacolo, il tuo viso così limpido e liscio; i tuoi deliziosi occhi che sembrano due brillanti. Potrei parlare ore di te; e scrivendoti mi sembra il modo per velocizzare le cose. Anche perché, con una lettera è meglio; potendo analizzare il discorso scritto puoi comprendere meglio avendo studiato bene l’italiano ed evitare malintesi oppure incomprensioni. Speravo da molto tempo di apprezzare un fascino esotico; e con te ho trovato più di ciò che stavo cercando. Quando sorridi, per me è una grande gioia, sia quando ti faccio divertire che quando posso esserti di compagnia. Io mi ero sempre posto il problema se fossero meglio le ragazze cinesi o giapponesi; purtroppo ho ancora questo dubbio; ma non mi importa, perché se tu vali, il confronto con il Giappone non mi interessa più. Guardandoti mi rendo conto che fra le ragazze cinesi e quelle giapponesi ci siano delle differenze e che vi somigliate meno di quanto io pensassi, anche se per noi italiani è molto facile confondervi. Forse la differenza visiva è il viso, quello delle giapponesi potrebbe sembrare leggermente più largo del vostro, invece il vostro è più stretto e fatto più ad arte come una linea uniforme senza punti sproporzionati del corpo. Forse voi siete di media poco più alti dei giapponesi, perché è difficile vedere dei giapponesi alti, invece dei cinesi alti ci sono. Tu mi sembri molto alta rispetto alle altre ragazze cinesi che ho conosciuto e questa è già una differenza anche se inutile ed irrilevante. La Cina mi ha sempre incuriosito insieme al Giappone; non ho mai escluso nessuno dei due; perché è inevitabile per me collegare Cina a Giappone sia per la storia che per la cultura. Certo gli usi ed i costumi sono molto differenti, ma ciò che mi incuriosisce è il rito del tè. Il rito del tè tramanda una tradizione ed un uso non noto agli altri paesi del mondo, perché per voi il rito del tè raggiunge quasi un’importanza sacrale. Ciò è molto interessante, perché certi usi di alcune nazioni diventano un mito, come l’importanza del vino francese, non è più un semplice bicchiere di vino; lo stesso per voi con il tè. Mi interessa molto questa considerazione del rito, perché quando si parla di rito, solitamente si intende come un rituale sacro che si ripete, anche se non sempre debba esserlo. La Cina mi colpisce molto culturalmente e spero di poterla apprezzare il più possibile in tua compagnia. I tuoi occhi sono così dolci e sensibili che certe volte mi commuovo, perché vedo in te una luce senza eguali, come se in te splendesse una luce in grado di incantare chi ti ammira, in questo caso io. Mi trovo bene con te, perché possiamo fare molti scambi culturali e filosofici delle differenze di cultura e religione. Con tutto che tu sia cinese sei comunque cristiana e questo non me lo potevo certo aspettare. Anche se tu non sei cattolica per me fa lo stesso, non ci sarebbero stati problemi nemmeno se tu fossi stata buddista o scintoista, perché è bello scambiarsi gli auguri avendo le stesse feste. Le feste uniscono in modo quasi familiare le persone, perché avendo le stesse feste è quasi come essere parenti in un certo senso, ovviamente in modo molto lato, perché le feste e la religione non possono unire più del dovuto. Ora è molto che ti conosco ed ho scoperto che vorrei poterti vedere più spesso, ma purtroppo il tempo e gli impegni non sempre me lo permettono. Mi piace molto parlare con te, perché scambiarsi le idee, anche solo per conoscenza potrebbe essere molto importante e poi non c’è nulla da perdere. Per me è un giorno di festa quando ti vedo e forse se io ti vedessi troppo spesso potrebbe cambiarmi l’impressione, ma non è detto. Conosco un’altra ragazza cinese molto bella, ma tu sei un’altra cosa. Non mi riesce difficile farti dei complimenti, mi vengono naturali, perché ti dico quello che veramente vedo e puoi credermi. Tu sei così diversa dalle ragazze che io sono abituato a frequentare, certe volte il fascino è dato anche dalla estrema diversità e non nella bellezza tradizionale sempre che esista. Tu hai un fascino unico nel suo genere, perché non sono mai stato colpito così da una ragazza cinese; sai essere molto di compagnia; anche se non parli molto; quando ci sei tu si riempie tutta la stanza. Mi trasmetti sempre aria di festa, perché quando ti vedo, anche se io dovessi essere concentrato nei miei pensieri, qualunque brutta cosa, vedendo te mi passerebbe tutto. Una cosa particolare è quando sei vestita di bianco. Mi sembri un angelo cinese che nessuno poteva mai immaginarsi in nessun luogo, perché trasmetti una felicità, una gioia di vivere, una fresca bellezza cinese, un incanto di ragazza, più radiosa di una sposa. Già, il bianco ti dona molto, ma il bianco angelico e non il bianco nuziale. Su di te potrei dire ogni cosa, perché riesco a pensare solo a cose belle quando ti vedo. Tu sai essere così semplicemente e così naturalmente cordiale che è difficile dimenticarsi di te ed io vedo nei tuoi occhi il mistero della fascinosa e lontana Cina…”

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