BABBO NATALE O SAN NICOLA? POSSIAMO FESTEGGIARE L’OMINO DELLA COCA-COLA AL POSTO DEL SANTO?

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Questa è la favola che vorrei raccontare a mio figlio il giorno di Natale:

 

C’era una volta, tanto tanto tempo fa’ un uomo molto generoso, famoso per opere di misericordia in favore dei bambini poveri, ed affamati, le cui gesta echeggiarono di città in città.

Il suo nome era Nicola, si raccontò di lui che raccolse frutta, verdura, grano e li fece caricare su una grande barca dalle vele blu che partì alla volta di una città.

Giunto in quel luogo egli bussò alle porte delle case dove vivevano i bambini poveri. E di porta in porta lasciava loro cibo in abbondanza.

Da quel giorno, ogni anno, tornò a far visita a quei bimbi portando loro altri regali.

In una terra non molto lontana da noi, conosciuta oggi come Spagna, i genitori continuano a riecheggiare ai loro bimbi un racconto di un certo Nicola che assieme al fedele Piero il Nero il 6 dicembre giunse a bordo di un grande veliero centinaia e centinaia di anni orsono. A quei bimbi, quell’uomo pio e devoto, chiedeva solo di esser buoni, in particolar modo con mamma e papà, di voler bene ai nonni, e di rispettare gli altri durante tutto l’anno. In questo tempo che li separava da lui, Nicola annotava le buone e le cattive azioni di quei bambini, mentre il suo valletto preparava i regali.

Da quel tempo, in ogni anno d’avvento, Nicola e Piero detto “il nero” saranno ricevuti dai sindaci e dalla regine e dai re di ogni città.

Raccontano di Piero, suo fedele aiutante, di averlo visto varie volte con la testa coperta di fuliggine, perché scende giù assieme ai regali all’interno dei camini.

Nelle case di Amsterdam, capitale dell’Olanda, si narra che il 6 dicembre è festa per tutti i piccoli olandesi poiché Nicola porta loro regali. Ai bimbi vien detto che Nicola attraversa la città sul suo cavallo bianco fra le grida di gioia di altri bambini; poi va a visitare i bambini ammalati e quelli che si son comportati bene.
Solo allora, il 6 dicembre, i bambini possono cercare in casa i loro regali potendo finalmente leggere i biglietti che li accompagnano.
Tutti vogliono un gran bene al loro beniamino e ringraziano Dio di averlo inviato.
Il 9 maggio del 1087 alcuni mercanti portano a Bari i resti di Nicola, che oltre 700 anni prima venne nominato dai cristiani vescovo di Myra, l’attuale città di Kale in Turchia.

Si narra che con le ossa di Nicola il Santo, giunse a Bari qualcosa di soprannaturale. A rafforzare la voce di popolo vi fu’ un segno miracoloso. Quel giorno, lontano nel tempo ma non nei sentimenti, molti videro scendere la manna dal Cielo ancora una volta.

La manna, simbolo biblico di abbondanza, venne così accomunata alle ossa di San Nicola. E di leggenda in leggenda, legata alla vita del Santo, altri ipotizzarono che San Nicola fu’ custode devoto del Sacro calice di Gesù accumunando la sua vita a quella di re Artù e ai Cavalieri della tavola rotonda, dal tempo in cui fu’ vescovo di Myra.

Dispensatore di abbondanza, così lo definisce la nostra attuale civiltà, Egli è all’origine di una delle immagini più forti della cultura, quella di Santa Claus, forse una deformazione latina di Sanctus Nicolaus, insomma il nostro Babbo Natale, l’uomo che porta i doni a Natale…

By Analista Ombra

 

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