Carlo Toto Scrittore e regista – I MISTERI DELL’ARTE L’ANNUNCIAZIONE DI LEONARDO DA VINCI

Carlo Toto

Scrittore e regista


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I MISTERI DELL’ARTE

L’ANNUNCIAZIONE DI LEONARDO DA VINCI

Uno sguardo oltre l’illusione….

Apriamo questo primo articolo dedicato ai misteri dell’arte con l’Annunciazione di Leonardo Da vinci, sua prima opera. La prima cosa che accade guardando questa grande opera è straordinaria. L’osservatore abbandona di colpo il Mondo terreno ed entra in quello Celeste, infatti, l’Annunciazione di Leonardo si presenta in un ambientazione diversa. Questo luogo disegnato da Leonardo sembra quello descritto nel libro del Cantico dei Cantici 4,12:

Giardino chiuso tu sei, sorella mia, sposa, giardino chiuso, fontana sigillata”.

Questo Giardino è l’Eden.

 

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Il contrasto fortissimo di questo cambio di scena viene realizzato dall’Angelo che in questo caso è visibile già a terra, un racconto che trasporta prima nel Cielo e poi nella terra, quasi ad anticipare la Preghiera insegnata dal Cristo, il Padre Nostro, dove troviamo la famosa parte: “Come in Cielo così in terra”. Ma notiamo anche la genuflessione dell’Angelo rispetto a Maria Vergine che ci riporta immediatamente al Vangelo di Luca 1,28: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. Notiamo l’Angelo Gabriele indicare con le dita il grembo di Maria che sarà il Santuario del Messia e la mano di Maria quasi a voler esprimere un timore. Un racconto attraverso l’immagine ed un gioco di mani capace di narrare l’episodio descritto nel Vangelo, dove San Gabriele rassicurò anche Maria, presentando a Lei il Disegno di Dio. Un Disegno che si presenta al disegno…. Semplicemente Divino!

Un mistero affascinante di questo dipinto è presente dentro e fuori alla tavola stessa, infatti, se si osserva il quadro nella maniera usuale, cioè frontalmente, è possibile percepire errori di prospettiva. Ma se viene osservato da destra, questi errori si armonizzano attraverso un gioco d’illusioni ottiche ed osservata da qualsiasi punto, l’Annunciazione racconta un quadro nel quadro mettendo in risalto il monte sulle acque dietro ai cipressi, gli abeti e gli olmi che rappresentano il “Disegno di Salvezza di Dio” narrato in Isaia 55,12:

I monti e i colli davanti a voi eromperanno in grida di gioia e tutti gli alberi dei campi batteranno le mani”.

Poi il Profeta Isaia continua: “ciò sarà a gloria del Signore, un segno eterno che non scomparirà”.

Un racconto in sintesi attraverso questi monti prima visibili e che poi lentamente diventano invisibili del Vecchio e del Nuovo Testamento, in particolare dal libro dell’Esodo 19,3-5: Mosè salì verso Dio e il Signore lo chiamò dal monte, dicendo: «Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti: 4 Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino a me. 5 Ora, se vorrete ascoltare la mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me la proprietà tra tutti i popoli, perché mia è tutta la terra! 6 Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa. Queste parole dirai agli Israeliti». Fino a Giovanni 4,21: Gesù le dice: Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Il Monte richiama il concetto di pietra e quindi il ruolo della Chiesa come descritta in Mt 6,18: “E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa”.

La simbologia dell’abete, del cipresso e dell’olmo non richiamano solo il significato di sacrificio, morte e resurrezione, ma probabilmente anche eventi storici legati ai Cavalieri Templari che meritano un approfondimento ulteriore che mi riservo di proporre nel prossimo articolo.

Queste mie riflessioni, hanno solo l’obiettivo di accendere la fiamma della ricerca dentro di voi ed ovviamente non rappresentano l’intera spiegazione di questa tavola che si propone come uno strumento e veicolo di conoscenza.

Un caloroso saluto da Carlo Toto

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